Indocina

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SPAZIO ATENE

 

INDOCINA

A cura di Federico Riccardo Chendi

In Asia non esistono spazi vuoti, solo spazi pieni, anche quando in effetti non c’è nulla. Dai reticoli di cavi elettrici di Bangkok alle verdi risaie del Laos, passando per i grigi abissi di orrore dell’S-21 di Phnon Penh, dove gli aguzzini di PolPot interrogavano e torturavano i potenziali “traditori” del feroce regime dei Khmer rossi. Paesi dove tutto brulica, sia la vita che la morte, in un equilibrio spesso precario e per noi occidentali incomprensibile, fra gentilezze ostentate e feroci crudeltà. Un equilibrio che a volte si spezza di colpo, come una bomba al napalm che tutto arde, la pelle come le palme, o come la paranoia di un tiranno che vuole far tornare il suo Paese al medioevo. La fierezza dei vietnamiti, la mansueta serenità dei laotiani, la timida ferocia dei cambogiani, l’ottimismo e la vitalità dei thailandesi. Caratteri diversi che in qualche modo si compensano, e formano un reticolato di etnie e di nazioni, di nazionalismi e di rancori, di cicatrici di guerra e infine di pace e di prosperità. In questo angolo dell’Asia che è stato per decenni laboratorio di ogni politica – coloniale, imperialista, guerrafondaia, e teatro dei più estremi regimi rivoluzionari comunisti del pianeta – oggi c’è la pace e pure una discreta prosperità. Ma lontano dalle caotiche metropoli, dalle loro vie eternamente intasate di ogni brulichio, c’è l’Indocina vera che si sta ancora leccando le ferite di decenni di guerra fra le più cruente del Novecento. I fiumi come strade, le strade come fiumi, terre d’acqua e di riso, dove ogni metro è strappato alla giungla. Fiumi come mari, dove non si scorge l’altra sponda, dalle acque sabbiose e dense come nel delta del Mekong. Una tavolozza naturale quasi espressionista, dal verde quasi fluorescente delle verdi colline del Laos tappezzate di risaie, al verde intenso delle quasi duemila isole della baia di Halong completamente coperte di vegetazione che si confondono con il verde delle acque del mare nel golfo del Tonchino. I gesti lenti dei contadini e dei pescatori, i loro sguardi che guardano sempre lontano, in una terra dove tutto va troppo in fretta.

“Indocina” non è un reportage di viaggio in senso stesso, ma di una raccolta di appunti di viaggio, di suggestioni raccolte da autori diversi in tempi cronologici diversi, coagulati su supporti diversi. Gli scatti fotografici di Daniela Ambrosio e Federico Riccardo Chendi (in digitale) raccontano il Vietnam (2013) e la Thailandia e la Cambogia (2014). Le fotografie di Giovanni Ferro (tutte in pellicola) riguardano un viaggio avvenuto nel Laos nel 2007. Eleonora Prado ha attraversato il Laos, la Cambogia e la Thailandia nel 2014 riempiendo un quaderno di disegni a china che ha poi sviluppato in seguito contecniche miste.

Daniela Ambrosio (Castellammare di Stabia, 1981) è scrittrice, giornalista e critica d’arte. Dal 2009 lavora come redattrice per Flash Art. Vive e lavora a Milano. Nel 2014 ha curato la sezione Arti visive di SottoMilano guida underground alla città (Edizioni Ligera). Le sue fotografie sono state scattate nel Vietnam settentrionale e centrale (2013) e in Thailandia e Cambogia (2014) con una Canon digitale 450D.

Eleonora Prado(Milano, 1981) è pittrice, disegnatrice e interaction designer, con base e laboratorio a Milano. Usa sovente lo pseudonimo artistico Chinadez. È tra i fondatori del sito www.guerrillagardening.it e dell’omonimo movimento italiano. Dal maggio 2014 ad oggi partecipa a diverse iniziative artistiche sul territorio milanese, molte delle quali nascono da una sinergia creativa con Spazio Tadini. I disegni condivisi qui sono un estratto del “Diario Indocinese” : una serie di veloci impressioni su strada, raccolte su di un Moleskine, in un viaggio nel sud est asiatico compiuto nel 2014 tra Thailandia, Laos, Cambogia ed ancora Thailandia.

Federico Riccardo Chendi (Milano, 1978) è fondatore insieme a Riccardo Bernini nel 2007 dello Spazio Ligera, club musicale e polmone culturale di via Padova. Nel 2011 da vita al progetto editoriale Ligera Edizioni. Ha pubblicato nel 2008 Volevo essere Vallanzasca e Pugni chiusi (entrambi Cicorivolta Edizioni) e nel 2011 SparaMi. Le lunghe nottidi via Padova(Ligera Edizioni). Le fotografie esposte sono state scattate in viaggio con Daniela Ambrosio.

Giovanni Ferro (Montecchio Emilia, 1977) è regista televisivo. Ha esposto una serie di ritratti allo Spazio Rabelais dal titolo “Pensieri Riflessi” (2003) e ha partecipato a una mostra sulle strutture psichiatriche insieme a uno dei maestri della fotografia italiana, Vasco Ascolini, dal titolo “Un’incerta follia, una certa normalità” (2005). Durante gli anni di lavoro presso MTV Italia ha scattato numerose foto di concerti e ritratti di musicisti famosi. La macchina fotografica usata per gli scatti esposti è una Nikon ME meccanica e gli scatti sono tutti su pellicola in negativo e diapositiva. Riguardano un viaggio in Thailandia e in Laos nel 2007.

 

 

UFFICIO STAMPAchendifedo@libero.it – 335251864

 

OPENING 14 aprile ore 19> 19 aprile   SPAZIO ATENE VIA ATENE 7, MILANO

Direttore artistico e fondatore Andrea di Carpegna Varini

 

Al termine della presentazione ci sarà una degustazione dei biscotti e dei vini Luna Nera e del suo titolare Avv.Giovanni Giordano d’Altavilla con il Distributore di Milano, Stefania Bianchi

Mostra personale di Monica Chinaglia: Essere e Divenire

Lo spazio e l'universo

Inaugurazione Domenica 8 marzo 2015 ore 18.00

10 marzo – 31 marzo

Spazio Atene

Via Atene 7, Milano

 

Domenica 8 marzo alle 18.00 presso la Galleria Spazio Atene, via Atene 7 a Milano si inaugura la prima mostra personale di Monica Chinaglia: Essere e Divenire.

 

Nell’epoca della comunicazione veloce, dove i sentimenti e le parole sfuggono al controllo nascono le sue opere.

 

L’Artista intensa, precisa, sensibile capta i paesaggi interiori della propria Anima fissandoli sulla tela con colori intensi.

 

Il colore, protagonista indiscusso del suo ricercare concreto, lascia memoria di indelebile bellezza, ed è per l’Artista la bellezza estetica sinonimo di equilibrio e di continuo divenire.

 

 

SPAZIO ATENE, è un luogo nato con l’intento di essere un crocevia di cultura e creatività in cui tendenze artistiche contemporanee, laboratori, esposizioni, installazioni, video e performance, sono la base per cercare un rapporto tra creatività e sperimentazione in tutte le sue sfumature sociali e non, coinvolgendo in molti casi anche lo spettatore stesso al di la di ogni barriera, etnia o religione. Si colloca una piccola traversa della via più multietnica e pittoresca di Milano ”via Padova”. A creare e dirigere SPAZIO ATENE è Andrea di Carpegna Varini. Collabora Lucia Perfetti.

 

Orari: 16.00 – 19.00. Mattina su appuntamento. Chiuso domenica e lunedì

“Sfumature dell’arte dal mondo"

Invito!!

I n a u g u r a z i o n e 4 d i c e m b r e 2 0 1 4 o r e 1 8 . 0 0 – 2 1 . 3 0
D a m a r t e d ì a s a b a t o d a l l e o r e 1 6 . 0 0 a l l e 1 9 . 0 0
4 d i c e m b r e / 2 2 d i c e m b r e 2 0 1 4

Organizzazione Andrea di Carpegna Varini, Lucia Perfetti, Pino Diecidue

Mostra a cura di Pino Diecidue

Mostra collettiva “Sfumature dell’arte nel mondo”

Artisti in mostra:
Shuzo Azuchi Gulliver
Fabrizio Bellafante
Stefania Romano
Andrea di Carpegna Varini
Roberto Apostolo
John Sultana

“Una mostra collettiva di sei artisti, dal giappone all’australia, fino a tre diverse generazioni di artisti italiani da mettere a confronto per apprezzarne le diverse sfumature, con la stessa filosofia dello spazio Atene che si pone in una zona della città densa di sfumature frutto degli incroci tra le tante culture che la abitano”

SPAZIO ATENE, è un luogo nato con l’intento di essere un crocevia
di cultura e creatività in cui tendenze artistiche contemporanee,
laboratori, esposizioni, installazioni, video e performance, sono
la base per cercare un rapporto tra creatività e sperimentazione
in tutte le sue sfumature sociali e non, coinvolgendo in molti casi
anche lo spettatore stesso al di la di ogni barriera, etnia o religione.
Si colloca in via Atene 7, una piccola traversa della via più
multietnica e pittoresca di Milano ”via Padova”. A creare e dirigere SPAZIO
ATENE è Andrea di Carpegna Varini con la successiva entrata di Lucia Perfetti.
Attualmente socia e valida collaboratrice.

Tessere la Naturale Rinascita: mostra personale di Alberto Boggio Casero

immagine-evento-alberto-per-webCarissimi,

la vostra presenza è particolarmente gradita.

Lucia Perfetti

Spazio Atene
Via Atene 7, Milano
Tessere la naturale rinascita
mostra personale di
Alberto Boggio Casero

Inaugurazione Sabato 25 ottobre ore 18.30
proseguirà fino al 14.11 Orari 15.30 – 19.00

Tessere la naturale rinascita è il titolo della mostra personale dell’artista biellese Alberto Boggio Casero che si inaugura sabato 25 ottobre alle ore 18.30 presso la galleria d’arte Spazio Atene in via Atene 7 a Milano.
Alberto Boggio Casero, artista e ricercatore di paesaggi dell’Anima testimonia la rivincita e la potenza della natura sull’uomo; la naturale ripresa dell’ambiente da parte di Madre Natura.
E’ solo un rapporto più consapevole e più umile dell’uomo verso l’ambiente a salvare l’umanità stessa e il pianeta.
Materiale semplice destinato a imballaggi si trasforma in opere d’arte e accompagna il visitatore alla rinascita dello spazio e dei colori.
Durante la serata interverrà Fabio Cova, architetto bio e conoscitore di energie sottili.
Andrea di Carpegna Varini, Artista e gallerista.
Lucia Perfetti, Arte terapista, specializzata nei linguaggi dell’arte

Spazio Atene è un laboratorio creativo/spazio espositivo ideato, creato e portato avanti da Andrea di Carpegna Varini per unire le varie sfumature di culture e creatività senza barriere di alcun tipo.
Cultura e creatività come linguaggio universale per stare bene ed essere migliori.

Info 3927638046 info@luciaperfetti.it andreadicarpegna@gmail.comvolantino-inaugurazione-18-settembre

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